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Storia

La Repubblica di San Marino vanta il primato di essere la più antica Repubblica del mondo. La sua data di fondazione risale infatti al 3 settembre dell’anno 301 d.C., quando un tagliapietre di nome Marino, proveniente dall'isola di Arbe, raggiunse il monte Titano per sfuggire alle persecuzioni dell'imperatore Diocleziano.

I primi documenti che sanciscono una dimensione territoriale per San Marino risalgono all’epoca medioevale. Il più antico di questi è il Placito Feretrano, una pergamena risalente al 885 d.C.. Più tardi San Marino viene definito come Comune guidato da un’assemblea di capi famiglia, denominata Arengo, presieduta da un Rettore. Nel 1244 si delinea un’organizzazione comunale guidata da due Consules (Consoli), trasformati, nel corso degli anni, negli odierni Capitani Reggenti, i Capi di Stato eletti con cadenza semestrale (ogni 1° aprile e 1° ottobre).

Nel corso dei secoli la Repubblica ha sempre difeso pacificamente la propria indipendenza, liberandosi da qualsiasi forma di occupazione. Sul finire dell’epoca medioevale, alterne vicende militari vedono San Marino misurarsi con i Montefeltro di Urbino, Papa Pio II e i Malatesta di Rimini. Nel 1503 Cesare Borgia prende il controllo della Repubblica, ma solo per un periodo di circa sei mesi. Nel 1631, quando la Repubblica si trova a diventare un’enclave nei territori dello Stato Pontificio, San Marino si tutela facendo entrare in vigore un Trattato di Protezione stipulato alcuni anni prima. Nell’ottobre del 1739, però, il Cardinale Alberoni, legato pontificio della Romagna, entra con truppe armate nel territorio della Repubblica. Dopo nemmeno quattro mesi, il 5 febbraio del 1740, San Marino riconquista nuovamente la propria indipendenza. Sul finire del Settecento, le truppe francesi di Napoleone Bonaparte giungono fino a Rimini, costringendo il Vescovo della città a cercare rifugio a San Marino. Coinvolta suo malgrado nello scontro, la Repubblica riesce ancora una volta a preservare la propria sovranità grazie all’abilità politica di Antonio Onofri, uno dei Capitani Reggenti che si trovano a dover affrontare la situazione, guadagnando perfino il rispetto e la stima dello stesso Napoleone.

Nel 1849, la Repubblica trova sulla sua strada Giuseppe Garibaldi, che vi si rifugia il 30 luglio di quell’anno, incalzato dalle truppe austriache. In questo modo il piccolo Stato diventa parte attiva delle vicende risorgimentali italiane e, dopo l’Unità, la sovranità della Repubblica viene sancita con un trattato di amicizia. Nel 1906, l’assemblea dell’Arengo, mettendo fine al controllo oligarchico che da tempo concentrava il potere nelle mani delle famiglie patrizie, avvia un importante processo di modernizzazione democratica del paese.

Nel corso del Novecento, San Marino rimane fedele alla sua tradizione di neutralità, in particolare durante il secondo conflitto mondiale, offrendo rifugio e ospitalità a circa 100.000 profughi provenienti per la maggior parte dalle zone del circondario. Nonostante la sua vocazione di territorio neutrale, però, il 26 giugno del 1944, San Marino viene bombardata da aerei alleati, a causa di inesatte informazioni sul controllo tedesco del territorio. Il bombardamento provoca circa 60 vittime e oltre 100 feriti.

Nel dopoguerra, la Repubblica deve affrontare una pesante situazione di stagnazione economica, che spinge molti suoi cittadini a emigrare in Italia, Argentina, Francia, Belgio e Stati Uniti, dove ancora ai nostri giorni si trovano numerose comunità di sammarinesi. A partire dagli anni Sessanta la situazione economica migliora rapidamente e, anche grazie a importanti riforme istituzionali accompagnate dallo sviluppo di nuovi rapporti di politica estera, il paese intraprende il cammino verso le sue attuali condizioni di benessere e prosperità.